Pensioni e composizione della società per gruppi di età. Già nel secondo articolo di questa serie, dedicata al trattamento di quiescienza, (sistema pensionistico) è stato accenato. La migliore qualità di vita occidentale comporta un allungamento dell’esistenza. Questo dato di fatto comporta che se nel resto del mondo gli over 65 (i pensionati) contano il 7% in Occidente sono il 14%.
Non è finita. La vita media, che era di 46,5 anni nel 1950 nel mondo, è passata a 65,4 ma in Occidente è al 74,3. Ecco spiegata l’ondata e invasione da immigrazione che sta colpendo l’Occidente negli anni globalizzati.
Il problema pensionistico nasce da questi dati: calo delle nascite e dei tassi di mortalità occidentali. Come a dire che solo in Occidente c’è un problema di assestametno dei conti per sostenere il sistema pensionistico.
L’innalzamento dell’età media porta anche a una modifica dei servizi richiesti sul mercato. Sono sempre più necessari intrattenimenti ricreativi e assistenza di lungo periodo.
Il rapporto tra generazioni al lavoro 18-65 anni e quelle in pensione, over 65, va studiato:
– Italia: al 27,6% nel 2000 previsto dalla Ue/ONU (pessimismo) al 64,5% nel 2050
– Spagna: al 26% nel 2000 previsto al 63,5%.
Come l’Italia e la Spagna rappresentano la punta estrema della criticità nel sostenere il sistema pensionistico, Francia e Germania restano su un livello intermedio. Chi risente meno del problema sono gli inglesi e gli americani. Perchè? Qui nasce lo studio numero quattro nella serie Taccuino americano 2018.
Made in China? No I can’t buy it. Prof Carlini